

Io come voi
sono stata sorpresa
mentre rubavo la vita,
ingoiando le note
in un canto struggente
Sono come voi
che vi illudete di camminare
su prati divini
colorati di viola
Sono l’idea malsana
di un giuramento solenne
che suggella i patti
di un bieco pensiero
Ho stille di sangue
a imprigionare il dolore
al richiamo di un attimo
rubato al destino
Attaccata alla vita
come verde gramigna,
nel fondo del mare
dove riflette la notte,
scandisco battiti di rimpianto
Versi in corsivo di Alda Merini
Non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di calde carezze che mi sfiorino il cuore,
di sogni da rincorrere per sentire la Vita,
del suono della tua voce che mi canti il dolore.
Ho bisogno di sentire ancora
la tua mano invisibile toccarmi gli occhi,
nel magico abbraccio delle parole
nell'intreccio perpetuo delle emozioni
da trascinare nel fondo del mare in tempesta
a combattere gli spasmi del cuore
e riaffiorare nell'aria con esse
per farne Poesia.
* I versi in corsivo sono di Alda Merini

E lo vidi
appoggiato al suo bastone di faggio
con in mano un fiore di campo
intento ad annusarlo e a carpirne il profumo
Era lì
dove mai l’avrei cercato
col sorriso delicato
le mani forti e calde
su cui c’era scritta la vita
tra pieghe e cicatrici che odoravano di pane
Il suo sguardo mi segue
senza lasciarmi mai
nelle notti buie e fredde
quando il cielo è orfano della luna
E’ sempre lì
tra il sogno e la realtà
dove non c’è coscienza
di albe che rincorrono tramonti
con le lancette appese ad un filo di fiato
tormentate da ragione e sentimento
Lui, no, non segue il tempo
né sa dei mesi e di stagioni
non conosce la paura che spezza le ali
che rende impotenti e diffidenti
Ora è lì
col suo bastone di faggio
a contemplare un fiore
a contarne i colori
e per compagna ha una lacrima,
come stella, a illuminargli il viso.
